domenica 6 gennaio 2013

Elisabetta Donadio e la tecnica Raku

 [The text is only in Italian]

Buondì ragazzi, e buona Befana a tutti :-)!!!
Arrivati dolcetti e calzette?!
A me, le mie varie Befane, (essendo a conoscenza della mia mania), hanno portato ben 3 Befane da collezione :D! 
A tal proposito un giorno di questi farò un piccolo off topic dove vi mostrerò la mia bellissima collezioncina... che custodisco con cura e gelosia =).-

Dietro al nome di Elisabetta Donadio, si cela il marchio Gioielli dalla Terra, brand che racconta dell'iconografia preistorica e delle forme d'arte primordiali.
Infatti le sue creazioni si ispirano al linguaggio universale delle cose semplici: il cerchio, la sfera e tutte le forme rotondeggianti, ovvero tutto quel che rimane fuori dalla portata dell'uomo: la Terra, il Sole, la rotondità cosmica, Dio.

http://digilander.libero.it/paola80rossi/Anello%20Elisabetta%20Donadio/1.jpg

[Raku, tecnica di origine giapponese, nasce in sintonia con lo spirito zen che esalta l'armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme. L'origine del raku è legata alla cerimonia del tè: un rito, realizzato con oggetti poveri tra i quali il più importante era la tazza, che gli ospiti si scambiavano l'un l'altro. Le sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel palmo della mano.
L'invenzione della tecnica raku è attribuita ad un artigiano coreano addetto alla produzione di tegole dell'epoca Momoyama (XVI° sec. D.C.) Chojiro, che la sviluppò per poter più facilmente creare le ciotole per la cerimonia del tè (e in effetti il suo mecenate fu Sen no Rikyu, un maestro di questa cerimonia). Il termine giapponese raku significa letteralmente comodo, rilassato, piacevole, gioia di vivere, deriva dal sobborgo di Kyõto, da cui veniva estratta l'argilla nel sedicesimo secolo.
Da quel momento divenne anche il cognome ed il sigillo della stirpe di ceramisti discendente da Chojiro, tuttora attiva in Giappone.
Ne diciottesimo secolo, venne pubblicato un manuale che ne spiegava nel dettaglio la tecnica, e da allora il raku si diffuse anche al di fuori del Giappone. Le ceramiche raku arrivano ad avere un valore elevatissimo e sono molto ricercate. Molte di queste opere possono essere ammirate, infatti, in musei e collezioni private.
La tecnica raku è stata introdotta recentemente nel mondo occidentale. L'effetto decorativo, con riflessi metallici e cavillatura, la singolarità del processo dove l'oggetto è estratto incandescente dal forno, ne fanno una tecnica decisamente emozionante, che stravolge il metodo ceramico classico. Durante il processo raku il pezzo subisce un forte shock termico; è quindi necessario utilizzare un'argilla robusta e refrattaria. Questo tipo di terra ha al suo interno della chamotte (granelli di sabbia) che diminuiscono il grado di contrazione, evitando così la probabilità di frattura. Il pezzo in argilla refrattaria bianca dopo esser stato modellato viene cotto una prima volta a 950-1000 °C; dopo di che avviene la decorazione. In questa tecnica vengono utilizzati ossidi o smalti, quindi per avere un verde, ad esempio, non si utilizza il pigmento dello stesso colore ma l'ossido di rame.
Esempio di decorazione utilizzando la riduzione: togliendo l'oggetto incandescente dal forno, in base al tipo di prodotto che si utilizza per la riduzione (segatura, carta, foglie, ecc. ) sull'oggetto biscottato si potranno ottenere diversi effetti di riduzione dal colore nero al colore grigio.
La seconda cottura della ceramica raku, avviene in un apposito forno dove la temperatura sale a 950 - 1000 °C.
Quando il colore diventa lucido e il pezzo è incandescente, si procede all'estrazione. Il forno viene aperto e l'oggetto viene preso attraverso apposite pinze e viene immediatamente depositato in un contenitore di metallo pieno di materiale combustibile (fogli di giornale, trucioli, segatura, ecc.) che oltre a bruciare soffoca anche il pezzo, provocando una grossa riduzione. L'oggetto viene poi estratto nuovamente dal contenitore e immerso nell'acqua, dopo di che viene pulito per eliminare i segni della combustione e per far emergere i metalli in tutta la loro iridescenza e brillantezza.

Il processo di riduzione può essere parziale o totale. L'elemento che denota il tipo di riduzione ottenuto è il colore dell'argilla non smaltata: è nera con la riduzione totale e si schiarisce nei toni di grigio a contatto con l'ossigeno. La riduzione totale si ottiene chiudendo completamente il contenitore, in modo che non entri aria. Il tipo di riduzione cambia in base a una serie di variabili: il combustibile (il suo potere di combustione, la sua umidità, ecc.), il tempo che intercorre tra l'estrazione e la riduzione (tempo di contatto con l'ossigeno), la copertura - totale o parziale - dell'oggetto.

L'anima del raku è la gioia di sperimentare e l'istintività; ogni oggetto è unico, particolare e irripetibile.]

[Fonte: Wikipedia ]
 
M. Elisabetta Donadio ha deciso di far sua questa tecnica, utilizzandola per realizzare gioielli semipreziosi in argento placcato oro e, appunto, ceramica, materiale protagonista delle sue creazioni; tutti pezzi unici, ognuno differente dall'altro.
Prendono così vita braccialetti, collane, anelli ed orecchini, tutti decorati con boules o elementi fantasia in questo brillante e colorato materiale, che dona luce ed attira sguardi.

Il mio pezzo E.D. consiste in un anello, ricco di dettagli, (terzo regalo della mia metà), regolabile, con una piccola boule pendente in ceramica azzurra.

 http://digilander.libero.it/paola80rossi/Anello%20Elisabetta%20Donadio/2.jpg

http://digilander.libero.it/paola80rossi/Anello%20Elisabetta%20Donadio/3.jpg

http://digilander.libero.it/paola80rossi/Anello%20Elisabetta%20Donadio/4.jpg
La montatura marchiata.

http://digilander.libero.it/paola80rossi/Anello%20Elisabetta%20Donadio/5.jpg
La firma dell'artista incisa sulla boule, a sua volta ingabbiata in questa deliziosa montatura intarsiata.

http://digilander.libero.it/paola80rossi/Anello%20Elisabetta%20Donadio/6.jpg
I Gioielli dalla Terra vengono presentati in questa bella scatoletta nera, semplice ma a mio parere molto evocativa.
 
Le foto non rendono per niente giustizia all'anello, che sembra decisamente sproporzionato :-(.
Non appena avrò foto migliori, le pubblicherò per voi.

(All photos are taken by me, do not use them without my explicit permission. Legal steps will be taken.)

Vi piace l'anello? Cosa ne pensate dell'utilizzo di questi materiali, solitamente impiegati per la realizzazione di tutt'altro tipo di oggettistica, nell'ambito della gioielleria?

Per avere informazioni sui suoi gioielli, richiedere un catalogo o sapere quale sia il punto vendita più vicino a casa vostra, potete scrivere un e-mail a questo indirizzo:

info@gioiellidallaterra.it

Per visionare alcune immagini o saperne di più, potete recarvi sul suo sito ufficiale.

Per chi invece è di Genova, può trovare questi bijoux presso la gioielleria "Le pietre incantate di Lidia" in via Fiasella (traversa di via XX Settembre).

Vale

8 commenti:

Felosial ha detto...

Vale mi fai conoscere sempre un sacco di belle cose *_*

Come stai?meglio? baci tesoro!

Francesca ha detto...

Che bello quest'anello e anche le tue unghie :)

Valentina ha detto...

Lauretta, son contenta ti piaccia :)! Si va un pochetto meglio ma ho lo stomaco in subbuglio ;-(!

Grazie Franci :-). Per le unghie è tutto merito dell'estetista :), l'unico vezzo che mi concedo una volta al mese.

Bacini!!! :-*

Rosa C. ha detto...

Che bello||
Buona Befana :)

chocolaterosestyle.blogspot.it

Valeria D'Esposito ha detto...

interessante e molto bello l'anello, complimenti! Molto belle anche le unghie. baci

http://cocoelistrione.blogspot.it/

Valentina ha detto...

Grazie Rosa :-).

Grazie Vale :-*****!

BaiLing ha detto...

La ceramica raku mi affascina tantissimo e l'idea di ricavarne dei gioielli è davvero originale!
Un bacione cara e buon lunedì!

Valentina ha detto...

Verissimo BaiLing, oltretutto hanno davvero delle sfumature stupende!!!
Baci.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...